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Dario Roustayan e la creazione del suo programma RE: BUILD

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L’imprenditore italo-persiano Dario Roustayan, manager apprezzato e conosciuto a livello internazionale, con particolare riferimento al settore metalmeccanico e a quello delle costruzioni, ha sempre visto nel Friuli il suo luogo preferito dove passare da giovane le vacanze estive. Trascorrere un po’ di tempo a casa dei nonni materni, a Provesano, rappresentava la giusta pausa dalla caotica ed enorme Teheran, dove viveva con i genitori e suo fratello.

Friuli, il luogo preferito di Dario Roustayan

Fin dal primo viaggio, queste terre gli sembravano una sorta di paradiso, dove era possibile uscire da soli per andare a giocare a calcio con gli amici. In questo periodo avviene quindi il primo attaccamento al territorio friulano, un legame che anche i diversi anni e le incredibili esperienze in giro per il mondo non hanno spezzato.

Lo stesso animo del friulano, concreto, positivo, franco e leale rappresentava un’attrattiva per Roustayan: si è infatti sempre rispecchiato nel suo animo laborioso e tenace, a volte persino ostinato.

Oltre alla qualità delle persone e della vita, le potenzialità del Friuli Venezia Giulia si mostrano anche nella sua posizione strategica, grazie al collegamento con i Balcani e alla potenzialità del porto di Trieste, individuato, assieme a quello di Genova, come approdo ideale della Via della Seta.

Il Friuli Venezia Giulia, ricorda Roustayan, è stato per anni considerato la “terra di mezzo”, vittima di contese storiche per la sua capacità di attrarre nuovi flussi turistici ed economici dai Paesi dell’Europa centro-orientale. Grazie a questi passaggi, questo luogo ha accolto un’incredibile varietà etnica e culturale che è stata mediata e fatta propria. Si tratta di una Regione che risulta fervida di opportunità, e che ha ampi margini per mettere ulteriormente a frutto la sua ottima collocazione geografica per riuscire a fare la differenza.

La salute di una azienda dovrebbe essere determinata dal merito

Secondo Roustayan, il tessuto imprenditoriale della piccola e media impresa, tipico del Nordest italiano, e’ stato ed continua ad essere il motore propulsivo del sistema produttivo nazionale.
In particolare, il controllo familiare di un’azienda ha portato a diversi casi noti di successo. L’unico limite di questo modello può porsi quando l’organizzazione interna dell’azienda è basata sul nepotismo, anziché sul merito. Ereditare il patrimonio non significa per forza doversi sedere sulla poltrona: per guidare al meglio una attività, l’imprenditore deve avere una visione chiara della propria azienda e impiegare persone capaci nello svolgimento delle giuste mansioni, senza esser costretto a scegliere per forza il personale all’interno della cerchia familiare.

La scelta migliore per la salute di una azienda dovrebbe essere determinata dal merito: in questo modo ci si può garantire un più alto ritorno e quindi la possibilità di selezionare i dipendenti migliori e di creare un circolo virtuoso che comporti il giusto ritorno per investitore.
Inoltre, il criterio di valutazione della prestazione di un familiare è inevitabilmente influenzato da fattori emotivi e non da parametri oggettivi e misurabili. Questo fattore, nel caso di cattiva prestazione continuativa, potrebbe rappresentare un problema e un ostacolo per la crescita dell’azienda.

Secundo Dario Pilosio, non dovresti mai innamorarti della tua fabbrica

In generale, se c’e’ un errore che Roustayan si e’ ripromesso di non fare, sia come imprenditore che come manager, è quello di innamorarsi della propria fabbrica e dei suoi prodotti, perdendo in questo modo di vista i mutamenti interni del mercato.

Concentrandosi solo sui propri beni, il rischio e’ non porre la giusta attenzione alle necessità dei clienti, i soggetti veri che con i loro acquisti determinano il futuro dell’azienda. Innamorarsi dei propri prodotti significa spesso ostinarsi a mantenerli uguali in un contesto in cui i desideri dei destinatari finali cambiano nel tempo.

Roustayan sostiene:

L’insuccesso di molte aziende è spesso dovuto alla loro incapacità ad anticipare e comprendere l’emergere di nuovi bisogni e le nuove tendenze

Questi dovrebbero infatti, secondo l’imprenditore, cambiare prospettiva, ponendo al centro del proprio modello di business il cliente: il passo successivo è domandarsi quale valore aggiunto siano in grado di offrire e in cosa si distinguano. È necessario essere infatti in grado di proporre al cliente prodotti sempre freschi, al passo con i tempi e spesso, per quanto un prodotto possa essere buono, questo può voler dire rimodernizzarlo.

Qualcosa di più lontano dalla visione del business

Ma la visione imprenditoriale ed il modello di business non e’ tutto, c’e’ dell’altro, molto altro secondo Roustayan:

La ricetta per costruirsi le basi del successo e’ fatta anche di una buona dose di stile, eleganza e garbo nel sapersi confrontare ed approcciare agli altri: colleghi, dipendenti, clienti e fornitori. Il relationship management e’ una leva fortissima per ottenere successo nella vita professionale cosi come nella sfera personale di ogni giorno, dunque sia come esseri umani che come imprenditori o manager, senza garbo e stile, la strada del successo sara’ tutta in salita.”

Dario Roustayan torna a casa

Dario Roustayan e’ tornato dopo molti anni in Friuli Venezia Giulia, forte di studi ed esperienze all’estero, portando con sé il suo background internazionale maturato all’interno dei quadri direttivi di società leader di settore.
Anni dopo ha quindi deciso di accompagnare lo sviluppo di una azienda internazionale, con sede anche in Svizzera, specializzata nella realizzazione di strutture in acciaio leggero basate su sistemi prefabbricati modulari.
Un prodotto che rispetta le esigenze di un mercato in evoluzione, il quale per quanto riguarda i prefabbricati richiede materiali leggeri, facili e veloci da assemblare.

Seppure la sua più grande passione rimanga quella di viaggiare, perché lo considera il più grande e potente strumento di apprendimento, alcuni anni fa Dario Roustayan ha scelto la sua terra materna, il Friuli, per formare la propria famiglia e per mettere in pratica progetti ambiziosi; fra questi la Building Peace Foundation (BPF) da lui co-fondata nel 2014, che con il suo programma RE:BUILD propone soluzioni di costruzione innovative, in grado di migliorare le condizioni di vita di migliaia di profughi in tutto il mondo.

Dario Roustayan Pilosio e il suo programma RE:BUILD

Insieme ad un team di professionisti internazionali con esperienza in imprenditoria sociale, architettura sostenibile e cooperazione nazionale, è stato infatti studiato una soluzione in grado di rivoluzionare il concetto di campi profughi e insediamenti di emergenza. Grazie al sistema RE:BUILD e ai suoi partner, negli ultimi tre anni sono stati costruiti già 13 centri educativi, tra cui alcuni finalizzati alla riparazione, altri educativi, artistici e artigianali, e alcuni centri per donne. Oltre 4000 bambini siriani, ragazzi e ragazze sono poi stati accolti per poter ricevere una giusta istruzione.

Un ottimo risultato per una società riconosciuta nel mercato dell’edilizia, che rappresenta un punto di riferimento per l’innovazione delle costruzioni: la dimostrazione che anche in Friuli esistono realtà che riescono a pensare in grande per migliorare le condizioni di vita di migliaia di persone.

Dario Roustayan dimostra così di credere fortemente in un concetto tramandato da suo nonno Angelo Filipuzzi, storico del Risorgimento e ambasciatore della cultura italiana, a cui era particolarmente legato: per essere universali bisogna avere radici salde dove si nasce.

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